Un tavolo del programma per il Comune di Sassari

Secondo l’associazione “Intregu”, che esprime quattro consiglieri comunali del Pd, sindaco e Giunta mostrano la mancanza di una visione progettuale complessiva. Le critiche punto per punto

 

LogoAssociazioneIntreguSassari. Nei giorni scorsi l’associazione culturale Intregu – che esprime in Consiglio comunale quattro eletti nel gruppo del Pd (Carla Fundoni, Lisa Benvenuto e Pierpaolo Bazzoni, oltre al presidente dell’Assemblea Civica Antonio Piu) – ha riunito amici e simpatizzanti per discutere sulla situazione politica e amministrativa del Comune di Sassari.

Alla riunione erano presenti, tra gli altri – è riportato in una nota –, i consiglieri comunali Fundoni, Benvenuto e Bazzoni, «i quali hanno espresso il loro disagio in merito al rapporto tra Giunta e singoli consiglieri, nel quale si è manifestato un atteggiamento di sostanziale “controllo preventivo” della Giunta, che depotenzia di fatto la capacità di azione politica dei consiglieri stessi, ai quali il voto popolare ha consegnato un ruolo non solo di controllo ma anche attivo e di proposta. Molti degli interventi hanno manifestato una forte preoccupazione sull’attività amministrativa della Giunta e del sindaco, che, al di là dei ripetuti annunci, mostra in realtà la mancanza di una visione progettuale della città e del territorio, mentre si colgono peraltro forti segnali di immobilismo. È necessaria invece una forte mobilitazione di intelligenze, di forze culturali, sociali e politiche per dare un grande impulso ad un nuovo sviluppo sia dal punto di vista del lavoro e dell’occupazione, sia da quello della qualità e efficacia dei servizi per i cittadini, a fronte di una crisi del territorio senza precedenti».

Nel corso dell’incontro si è discusso di alcuni temi che sono all’attenzione dell’Amministrazione comunale. «Innanzitutto la necessità di porsi alla testa di un forte movimento che sappia interpretare con autorevolezza il ruolo guida del territorio che Sassari deve assumere all’interno della legge di riforma degli enti locali. Sul tema – spiega la nota – l’Amministrazione comunale tace, attende gli eventi di una riforma che se non governata verrà subìta da Sassari. L’esperienza dell’area vasta, il cui protocollo di intesa venne sottoscritto durante l’Amministrazione Ganau, può essere un ottimo punto di partenza per proporre un nuovo ruolo per la città, che sappia offrire una prospettiva anche ai centri dell’interno e rilanciare il ruolo strategico del sistema territoriale dotato di un Porto e di un Aeroporto, lasciando da parte sterili e inutili polemiche sui nomi. In secondo luogo il decadimento progressivo del decoro urbano (buche nelle strade, marciapiedi impercorribili, carenze nel sistema complessivo dei rifiuti urbani, a fronte di un forte incremento della relativa tassazione, totale trascuratezza sui problemi della sicurezza e vivibilità del cittadino). È stata inoltre sottolineata l’esigenza di portare avanti rapidamente e senza ripensamenti alcuni progetti immediatamente accantierabili, quali: a) il collegamento con l’importante quartiere di Li Punti della metropolitana di superficie, a cui si è arrivati dopo un iter lungo e tormentato, evitando le ulteriori modifiche del tracciato proposte dal sindaco; b) il Centro Intermodale di via XXV aprile che richiede una forte iniziativa da parte del Comune di Sassari, succeduto all’Arst nella gestione e nella titolarità dell’appalto per la realizzazione dell’opera, a seguito dell’emendamento presentato a maggio 2014 dal consigliere regionale del Pd Salvatore Demontis e ancora fermo al palo, ponendo così fine alla precaria e vergognosa “fermata” di via Padre Zirano; c) il cosiddetto campus universitario per il quale è grave il rischio di perdere i finanziamenti. La Caserma La Marmora, su cui il sindaco si è speso in maniera propagandistica, sito sicuramente molto interessante ma incerto riguardo alla eventuale dismissione e comunque di tempi inevitabilmente lunghi, incompatibili con la salvezza dei finanziamenti».

La riunione ha visto inoltre una discussione sui comitati di quartiere, «la cui composizione, nel progetto di regolamento proposto dal sindaco, prevede che la metà dei suoi membri siano nominati dallo stesso Consiglio. Sul tema l’associazione Intregu sottolinea che gli organismi dei cittadini devono mantenere la caratteristica di partecipazione volontaria, con specifica esclusione di processi di nomina che ne minano la credibilità alle radici».

In conclusione, «Intregu, quale officina politica della città, ritiene sia necessario rispondere immediatamente alle preoccupazioni e ai segnali di disagio sopra citati avviando una nuova fase programmatica, attraverso la predisposizione di un “tavolo del programma” che consenta di individuare i temi strategici e le procedure condivise per il loro raggiungimento nel termine della legislatura, con la partecipazione di tutti, senza esclusioni e preconcetti, e con la condivisione democratica delle scelte».

Parole chiare e passaggi che sono più di un messaggio al sindaco Nicola Sanna. Il clima all’interno del Pd sassarese insomma non volge ancora verso il sereno.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio