Tavolara e Depero, mostra internazionale a Palazzo di Città a Sassari

Inaugurata sabato scorso, è dedicata alle figure meccaniche, ai giocattoli, agli arazzi, ai tappeti di Tavolara ed alle marionette ed alle sculture di Depero

 

TavolaraDepero1Sassari. È stata inaugurata sabato scorso a Palazzo di Città la mostra internazionale “Tavolara e Depero. La manifattura delle case d’arte”. L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 1 marzo, è stata preceduta da una presentazione nella sala del Teatro Civico. «Eugenio Tavolara e Fortunato Depero hanno dimostrato di avere una intuizione che è mille anni avanti rispetto a quanto possiamo immaginare», ha detto in apertura il sindaco di Sassari Nicola Sanna. «Sono stati due artisti che forse non si incontrarono mai ma che sono legati da un fil rouge che li vede portare avanti una ricerca artistica e stilistica molto simile. Entrambi sono veri protagonisti del loro tempo con un’arte contemporanea che resta attuale ancora oggi, un’arte che entra nella vita e nella pelle», ha detto il primo cittadino, che ha anche ringraziato l’assessore regionale alla Cultura Claudia Firino per il patrocinio concesso alla mostra. Il progetto espositivo è stato ideato da Nicoletta Boschiero, intervenuta all’inaugurazione in veste di curatrice Mart. Due i filoni seguiti, uno dedicato ad opere scelte del sassarese Eugenio Tavolara (1901-1963), l’altro alle marionette ed alle sculture di Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960). Con un filo conduttore: un colloquio inedito intorno alle suggestioni del folklore e delle avanguardie di inizio Novecento.

TavolaraDepero6«Vorrei sottolineare il valore della partecipazione e della condivisione della mostra, fortemente voluta dall’amministrazione, che ha visto partecipi due Comuni, tre istituzioni museali e la Regione Sardegna», ha detto l’assessore comunale alla Cultura Monica Spanedda. Insieme infatti Sassari, Rovereto e Samugheo. Nel centro della provincia di Oristano si è recato domenica mattina Nicola Sanna, per l’inaugurazione della mostra gemella al museo Murats. Sabato sera è stato invece il sindaco di Samugheo Antonello Demelas a intervenire a Sassari, insieme alla direttrice del Mart (Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto), Cristiana Collu.

TavolaraDepero3Simili per tipologia, tecniche e ricchezza, entrambe le produzioni nascono e rappresentano l’energica e specifica identità che le concepisce: negli oggetti, figure meccaniche, giocattoli, arazzi e tappeti di Tavolara emergono prepotentemente l’identità e il folklore sardo; sono invece fortemente connessi all’estetica del movimento futurista i progetti di Depero. In Sardegna come in Trentino, questi artisti a tuttotondo rilanciano e promuovono l’artigianato locale, conducendo personalmente aziende e commerci. Depero favorisce la nascita di centri di produzione, lavoro ed economia, parallelamente Tavolara inaugura con Tosino Anfossi la Casa ATTE (1925) e fonda negli anni ‘30 la Casa Alba coinvolgendo artisti, disegnatori e soprattutto centinaia di artigiani locali, depositari di tecniche e saperi antichi e raffinati, che nel rapporto con l’artista vengono riscoperti e riproposti in una nuova e più contemporanea interpretazione. I curiosi legami tra i due maestri, oltre a quelli evidenti dal paragone tra le produzioni e le opere (si pensi ai celebri logo, ai giocattoli, alle figure meccaniche, ai disegni, ai tappeti), scaturiscono anche dall’aver vissuto attivamente lo stesso tempo, interpretando le medesime istanze e tendenze. Per esempio, nell’Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne di Parigi del 1925 Depero partecipò allestendo, con Balla e Prampolini, una sala dedicata al Futurismo, Tavolara invece presentò figure meccaniche e pupazzi in legno che gli valsero una medaglia d’oro e ampie segnalazioni da parte della critica.

TavolaraDepero4A Palazzo di Città sono presenti diversi gruppi di oggetti di Tavolara, in particolare un gruppo di animali intagliati in legno, provenienti dalla Collezione Luisangela e Rosaria Tavolara, con i quali Tavolara rinnova completamente un tema a lui caro rafforzando il carattere primitivo del disegno: le bestie rimandano chiaramente ai graffiti rupestri e alle rappresentazioni tribali. Oltre agli animali, scolpiti e disegnati, la mostra ospita tappeti e gruppi di figure tra i quali la celebre Cavalcata sarda esposta nel 1940 alla Triennale di Milano e in seguito donata al principe Umberto II di Savoia. Il gruppo ricostruisce il corteo svoltosi a Sassari nel 1939 in occasione della visita degli eredi al trono e appartiene oggi alla Collezione I.S.O.L.A. – Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano – Regione Autonoma della Sardegna. Di Depero saranno esposti, nella sala delle rappresentanze, oltre che una serie animali in legno, esempi di tarsie come la “Danza di diavoli” (1922), ma anche una serie di importanti dipinti del grande futurista quali “Il legnaiolo” (1926-31) e “Proiezioni crepuscolari” (1926). Il primo e secondo piano sarà dedicato ai famosi manifesti pubblicitari, “Magnesia San Pellegrino” (1928-30) e “Cordial Campari” (1939) mentre al terzo saranno esposti una serie di lavori in legno tra animali e oggetti di design, “Testa cinese” del 1930-34 e il “Tavolino con bambole” del 1938.

TavolaraDepero2Al Museo MURATS di Samugheo, di Tavolara, si possono ammirare i 25 pezzi del gruppo scultoreo Processione dei misteri del 1928 che rappresenta la processione del Venerdì Santo a Sassari e la famosa Mascherata Sassarese, 32 pezzi del 1937 rappresentanti un corteo di uomini vestiti da donna, suonatori in pelli di capra, baffuti contadini ingonnellati, di una straordinaria forza grottesca. Giocattoli e pupazzi che rappresentano, non senza un pizzico di ironia, un mondo popolare in miniatura: pastori, contadini, animali. Sarà esposta anche una serie di manufatti tra tappeti e arazzi provenienti dalla Collezione Regionale I.S.O.L.A. e dalla Collezione Luisangela e Rosaria Tavolara. Queste opere dialogheranno in modo serrato con le opere di Depero, quali tarsie (Coleottero Veneziano del 1936), oggetti e giocatoli in legno come l’Orso (1923) e Giocatolo sintetico, pupazzi come i Pupazzetti bianchi (1918) oltre ad una serie di sedie che ne evidenziano l’ingegno nel campo del design.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio