SenzAtomica, l’orrore delle armi nucleari

Dal 12 al 27 gennaio al Palazzo della Frumentaria di Sassari la mostra itinerante e multimediale. Previsti alcuni eventi collaterali

 

 

Senzatomica1 Sassari. È la versione “compact” della mostra itinerante che ha già toccato la Sardegna, nel 2013, alla Fiera Campionaria di Cagliari. Adesso ritorna con alcune differenze, un paio di pannelli in meno, ma il messaggio è sempre lo stesso. “SenzAtomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” è infatti una campagna di sensibilizzazione, promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e rivolta ai cittadini, affinché prendano consapevolezza della perdurante minaccia nucleare, rifiutino il paradosso della sicurezza fondata sul possesso di armi atomiche e rivendichino il diritto a un mondo libero da simili ordigni. L’esposizione sarà inaugurata martedì prossimo 12 gennaio al Palazzo della Frumentaria e rimarrà aperta al pubblico fino al 27 gennaio. Sabato mattina la mostra è stata presentata in anteprima alla stampa. Sono intervenuti il sindaco Nicola Sanna, Marilena Budroni del Dipartimento di Agraria in rappresentanza dell’Università di Sassari, Sara Rivieccio e Giovanni Rivieccio, tra i curatori della mostra, e Stefania Fusco, portavoce dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Hanno partecipato anche l’assessora comunale alla Cultura Raffaella Sau e la presidente del Consiglio Comunale Esmeralda Ughi.

Senzatomica2«È un tema sempre attuale e occorre richiamare il pericolo della violenza e della guerra alla coscienza di ognuno di noi. Negli anni della Guerra Fredda le armi nucleari servivano come deterrente. Oggi quel clima non c’è più ma le occasioni di scontro sembrano aumentate. Un ruolo importante può svolgerlo l’Unione Europea. Dobbiamo lavorare su questo, perché le decisioni democratiche si impongono per libera scelta dei cittadini. E l’Ue, nell’immediato Dopoguerra, costituì l’occasione per un dialogo tra popoli che fino a poco prima erano in conflitto», ha ricordato il sindaco Nicola Sanna. «Non dimentichiamo che la bomba atomica fu il frutto delle più brillanti e geniali teste che il mondo abbia mai visto. Questo deve portare la comunità scientifica ad interrogarsi sul ruolo della scienza. Anche gli scienziati posso sbagliare, sono esseri umani», ha aggiunto Marilena Budroni, che ha proseguito con un appello: «Questa mostra costituisce una grande occasione che non possiamo non cogliere, con il messaggio fondamentale, ovvero possiamo arrivare all’abolizione totale delle bombe atomiche, partendo dalla nostra realtà, affinché la Sardegna sia libera da qualunque tipo di arma nucleare».

Nell’occasione l’Amministrazione comunale e l’Università hanno dichiarato l’appoggio totale alla Convenzione Internazionale sulle Armi Nucleari finalizzata alla totale eliminazione degli ordigni nucleari. «Sono convinta che i consigli comunali possano essere i luoghi dai quali parta questo processo. L’Italia non ha sottoscritto la convenzione sul disarmo totale. Mi impegno a portare avanti questo discorso nell’Assemblea Civica», ha detto la presidente del Consiglio comunale Esmeralda Ughi. Argomenti che non vanno mai messi in secondo piano. Per questo può dare una mano l’arte. A fine mese, a Palazzo Ducale, sarà inaugurata una mostra curata di Mauro Cordà, che comprenderà sculture che faranno vedere gli effetti della guerra. «Ci sono momenti nei quali gli esseri umani hanno necessità di essere scioccati e può essere fatto attraverso l’arte. Inaugureremo la mostra il 27 gennaio, Giorno della Memoria», ha anticipato l’assessora alla Cultura Raffaella Sau.

Nello storico discorso contro la proliferazione nucleare tenuto a Praga nel 2009, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama affermò: «La guerra fredda è finita, ma le armi ci sono ancora. Il rischio di attacchi nucleari, anzi, è aumentato: più Paesi si sono dotati di armi atomiche, c’è il mercato nero, i terroristi sono orientati a comprare e rubare armi nucleari, e si potrebbe arrivare al punto in cui non ci si potrà più difendere da loro. Dobbiamo agire per vivere liberi dalla paura nel XXI secolo». Lo scopo più immediato della campagna è dunque la creazione di un movimento di opinione volto all’elaborazione e adozione di una Convenzione Internazionale sulle Armi Nucleari. La campagna Senzatomica s’inserisce nel decennio per il disarmo nucleare proclamato dall’ONU e ad essa aderiscono altri movimenti internazionali come la campagna I-Can promossa da International Physicians for the Prevention of Nuclear War, Mayors for Peace, e le Pugwash Conferences on Science and World Affairs.

Inaugurata nel 2007 a New York, la mostra è stata accolta in molti altri Paesi tra cui Canada, Nuova Zelanda, Nepal, Argentina, Serbia, Svizzera, Norvegia, Austria. In Italia è stata allestita per la prima volta a Firenze, tra marzo e aprile del 2011. In occasione dell’inaugurazione, l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha destinato una medaglia alla Campagna nazionale “Senzatomica” quale premio di rappresentanza. In Sardegna è stata ospitata per la prima volta nel 2013 a Cagliari, presso la Fiera Internazionale della Sardegna. Oggi, grazie ad un lavoro sinergico tra l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, il Comune e l’Università di Sassari, la mostra sbarca a Sassari in versione compact.

L’esposizione comprende filmati inediti sulla storia delle armi nucleari e testimonianze dei sopravvissuti ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. Aperta a tutti, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 20, con ingresso gratuito, la mostra è pensata in particolare per le giovani generazioni, destinate a raccogliere il testimone del futuro del nostro pianeta e renderlo un luogo in cui alle armi ed ai conflitti si sostituiscano il dialogo e la pace. I curatori hanno pensato ad un percorso lungo il quale il visitatore viene messo in grado, via via, di comprendere quale rischio rappresentino per l’intera comunità umana gli armamenti nucleari e come sia possibile, partendo dalle azioni di un singolo individuo, attuare delle politiche attive di pace e rispetto verso il pianeta ed ogni essere vivente.

La mostra prevede una serie di eventi collaterali di approfondimento e riflessione. Il 15,19, 22 gennaio verranno organizzati aperitivi tematici in diversi locali di Sassari. Il 16 gennaio, presso l’aula magna dell’Università di Sassari alle 11, avrà luogo una conferenza scientifica dal titolo “Semina un pensiero e raccogli un’azione. Nel processo in cui aiutiamo la terra a guarire, aiutiamo noi stessi.” L’evento avrà come relatori Nicola Culeddu del Cnr, Paolo Fois, docente emerito di diritto internazionale del Dipartimento di Giurisprudenza di Sassari, e Alessandro Arru, presidente dell’ISDE Sassari. Il 23 gennaio alle 17 presso l’aula magna dell’Università è previsto un dibattito interreligioso a tre voci dal titolo “Una campana che rintocca e chiama alla pace”. In cui interverranno l’istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, il Centro Culturale Islamico e la chiesta cattolica. Il 24 gennaio presso i locali della mostra sono previsti degli interventi artistici e culturali. Per i dettagli sarà sufficiente connettersi alla pagine Facebook dell’evento “Sassari SenzAtomica – Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”.

“Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” permette di affrontare e riflettere su temi quali: il diritto alla vita di tutti i popoli; l’idea di sicurezza basata sul soddisfacimento dei bisogni fondamentali degli esseri umani, una visione del mondo fondata su una cultura della fiducia reciproca e sull’ empowerment, ovvero, il potere che ciascuna persona ha per contribuire ad un mondo libero dalle armi nucleari.

Tutte le scuole, a partire dalle classi quinte della scuola primaria possono visitare la mostra. Le visite potranno essere prenotate, assieme alla partecipazione ai laboratori, contattando la segreteria organizzativa ai numeri +39 346.1343115 – +39 380.7307547.

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