Ripristinare la riserva idrica del Bunnari

Un gruppo di consiglieri di maggioranza ha presentato una mozione (primo firmatario Franco Era, nella foto con l’assessore Sanna) con la quale si chiede a sindaco e Giunta di attivare la procedure per il re-invaso

 

 

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Il presidente della Commissione Lavori Pubblici Franco Era e l’assessore Ottavio Sanna

Sassari. Nei giorni scorsi la Commissione Lavori Pubblici del Consiglio comunale, presieduta da Franco Era (Centro Democratico), ha compiuto un sopralluogo presso seguito della convocazione in oggetto alle ore 8,30 presso la Diga del Bunnari e agli edifici in stile liberty annessi al sistema idrico del Bunnari, presente l’assessore ai Lavori Pubblici Ottavio Sanna ed i tecnici dell’Assessorato. La diga del Bunnari alto (1932) è stata recentemente messa in sicurezza e adesso è a norma. L’invaso – è stato ribadito – risulta pertanto possibile e praticabile anche ai fini del recupero della risorsa idrica. Prima del re-invaso sarà però necessario avere il benestare dal Registro Italiano Dighe che potrebbe richiedere la predisposizione del Piano di Gestione. Cautelativamente il re-invaso dovrà tenere conto che le acque eventualmente sfioranti confluiscono nell’invaso di Bunnari Basso dove si trova una diga che deve essere gestita in condizioni di sicurezza. Sono necessari lavori di manutenzione della diga di Bunnari vecchio e il recupero del fabbricato stile liberty che ospitava i locali filtro e che potrebbe essere utilizzato per l’ampliamento del parco a scopi didattico-culturali, sportivi e ricreativi.

Secondo la Commissione, visto che il Comune di Sassari è concessionario del sistema del Bunnari, tutti i lavori necessari ed i relativi progetti vanno inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche ai fini di poter reperire ulteriori risorse dal programma europeo 2014-2020 e da fondi regionali. La Commissione, ancora all’unanimità, chiede che la Giunta deliberi l’indirizzo di predisposizione del Piano di Gestione da sottoporre al Registro Italiano dighe al fine di procedere al re-invaso nella diga nuova.

E sullo stesso tema un gruppo di consiglieri di maggioranza ha presentato una mozione, che sarà messa all’ordine del giorno di una delle prossime sedute del Consiglio comunale. «Atteso che risulta utile e possibile il reinvaso del bacino della diga del Bunnari alto di cui Sassari è concessionaria, [il Consiglio] impegna la Giunta ed il sindaco a mettere in atto ogni utile iniziativa per il ripristino del reinvaso anche al fine di poter utilizzare e garantire la risorsa idrica ai fini potabili per i cittadini di Sassari», riporta il dispositivo della mozione sottoscritta da Franco Era (Centro Democratico), Tonino Falchi (Upc), Marco Manca (Sel), Giancarlo Serra (Partito dei Sardi), Giampaolo Manunta (La Base), Nanna Costa (Ora Sì), Francesca Arcadu (Città Futura), Simone Campus (Pd) e Carla Fundoni (Pd).

 

Questo il testo della mozione:

Premesso che l’amministrazione comunale intende promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e ambientale del Parco e il sistema idrografico del Bunnari;

considerato che la Città di Sassari negli ultimi anni ha sofferto continue limitazioni dell’erogazione idrica di acqua potabile con frequenti interruzioni e l’inibizione al consumo in relazione alla potabilità dell’acqua (14 ordinanze in 12 mesi);
che Sassari ha la disponibilità della prima diga del Bunnari costruita nel il 1878, e collaudata nel 1880, per la raccolta delle acque del rio Bunnari che consentiva un invaso di 457.000 metri cubi, nonché quella più a monte del Bunnari alto più moderna realizzata nel 1930 che delimita un bacino tre volte più grande, pari a 1.200.000 metri cubi oggetto di un recente intervento;
che già a seguito di sopraluogo nel dicembre 2013 le commissioni lavori pubblici e manutenzioni e ambiente, unitamente all’assessore competente e ai responsabili del Settore avevano constatato che gli interventi sull’impianto (costo 500.000 euro) erano in fase di completamento e che nel gennaio 2014 dovevano essere ultimati e che rimaneva soltanto dopo aver sentito il Registro italiano dighe, di stabilire quando partire con il rinvaso;
che dagli accertamenti tecnici risultò che non era necessario procedere con la pulizia dai fanghi in quanto i sedimenti non sono inquinanti e si parlava di una quantità di fanghi irrisoria e che l’acqua sarebbe stata comunque potabile;

atteso che il comune di Sassari è concessionario della diga del Bunnari il cui bacino ha garantito per decenni l’approvvigionamento idrico di Sassari e dintorni;
che sussistono ancora tutte le tubature, centraline di snodo del flusso e alcune costruzioni in stile Liberty tra cui spicca il locale filtro che possono essere riattivati e che in ogni caso vanno conservati e valorizzati (anche ai fini didattici oltreché turistici) proprio perché costituenti il sistema della più antica diga della Sardegna;
che il caseggiato dove avveniva il filtraggio consentiva che l’acqua filtrata del Bunnari arrivasse a Sassari, senza aver bisogno di pompe di sollevamento;
che è necessario inoltre verificare lo stato dei locali che conservano in parte i meccanismi idraulici e curare la manutenzione del percorso che risalendo una gradinata conduce al vertice della struttura per raggiungere una galleria facente parte del vecchio sentiero che costeggiava il lago collegando le due dighe, così come è necessario curare la struttura interna e le cisterne delimitate dai grandi archi;

considerato che risulta inoltre ancora integro l’ampio tunnel sotterraneo che si protrae per oltre cinque chilometri fino a Sassari, mettendo in comunicazione l’impianto direttamente con la vecchia palazzina Liberty dell’Acquedotto di Viale Adua che potrà assolvere ancora alla originaria funzione risolvendo in gran parte la nostra crisi idrica per la quale sono state spese ingenti risorse ma senza di fatto risolvere mai il problema della sete nella città di Sassari;
che il ripristino del sistema garantirebbe anche il rilancio del Parco anche a scopi didattici e turistici con la visita delle antiche strutture predisponendo un apposito studio per definire le attività compatibili con il parco stesso e il sito naturalistico in questione;
che per gli stessi motivi oltre al Bunnari alto risulta utile ripristinare anche il Bunnari Basso e recuperate e le relative strutture con richiesta dei relativi finanziamenti a valere sul programma europeo 2014/2020;

Tutto ciò premesso atteso che sono stati eseguiti lavori di ripristino delle strutture relative alla paratie della Diga del Bunnari alto e che i tecnici avevano constatato la possibilità e l’idoneità al reinvaso del bacino si propone il presente

Dispositivo:
Il Consiglio Comunale di Sassari atteso che risulta utile e possibile il reinvaso del bacino della diga del Bunnari alto di cui Sassari è concessionaria, impegna la Giunta ed il Sindaco a mettere in atto ogni utile iniziativa per il ripristino del reinvaso anche al fine di poter utilizzare e garantire la risorsa idrica ai fini potabili per i cittadini di Sassari.

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