Per Predda Niedda serve un intervento normativo della Regione

Le legge del 2008 che stabiliva la liquidazione della Zir è rimasta inattuata. È stato però nominato il commissario. I servizi rimangono a carico del Consorzio. Il punto ieri a Palazzo Ducale

 

CommFinanzeSannaScognamiglio
Il presidente della Commissione Finanze Salvatore Sanna ed il direttore della Zir di Predde Niedda Giovanni Scognamillo

Sassari. C’è poco da fare. Finché la Regione non si deciderà ad intervenire Predda Niedda rimarrà amministrata da un Consorzio in liquidazione ormai da sette anni. Una situazione bloccata, che vede quella che doveva essere la zona industriale sassarese in una situazione di incertezza e di assenza di una programmazione. Proprio in base ad una legge regionale del 2008 il Consorzio Zona Industriale Regionale Predda Niedda (ZIR) doveva essere messo in liquidazione. E il commissario c’è (è Giovanni Carta, dirigente della macchina della Regione, che in questo momento è anche commissario dell’ex provincia di Olbia-Tempio).

Mercoledì mattina la II Commissione (Finanze) del Consiglio comunale, presieduta da Salvatore Sanna (Pd), ha sentito il direttore della Zir di Predda Niedda, Giovanni Scognamillo, che ha illustrato la situazione contabile ed i problemi che quotidianamente lì si verificano. Innanzitutto i numeri. Le imprese che lavorano a Predda Niedda sono un migliaio e comprendono artigiani ma anche commercianti. Un errore compiuto alla fine degli anni ’80, come noto, fu di snaturare una zona denominata industriale che nel tempo è diventata anche, se non soprattutto, commerciale, con la presenza di grandi centri commerciali e supermercati. I lavoratori che quotidianamente raggiungono Predda Niedda sono circa 6mila.

CommFinanzePreddaNieddaA piangere sono i bilanci. Ogni anno (ed avviene dal 2007) si registrano perdite superiori al milione di euro, anche se va detto che i debiti sono quasi esclusivamente nei confronti di Abbanoa, per circa 11 milioni di euro. I dipendenti del Consorzio sono 12, oltre al direttore. Non c’è più il cda: questo ha portato ad un disimpegno del Comune di Sassari, che non ha un suo rappresentante ai vertici del Consorzio, in quanto commissariato. Eppure Palazzo Ducale detiene il 33,3 per cento delle quote del Consorzio, stessa percentuale per la Provincia e per la Camera di Commercio. I debiti, va detto, saranno comunque ripianati dalla Regione. Ma ci sono anche crediti, circa due milioni di euro, di cui 440mila sono oneri non pagati dalle imprese della Zir.

E in attesa della liquidazione del Consorzio? «Noi non abbiamo poteri coercitivi. È una situazione complessa. Ci troviamo a dovere garantire servizi pubblici dalla rete idrica alla manutenzione delle strade», ha spiegato il direttore Scognamillo. Da quanto l’ente è commissariato il Comune si è allora defilato, anche perché non ha più un controllo diretto. Ma continua a gestire la raccolta della nettezza urbana. Tutto il resto è di competenza del Consorzio, comprese la pulizia delle aree verdi e la segnaletica stradale. Questo finché si riuscirà a farlo. La crisi ha investito in pieno l’area industriale ed artigianale sassarese. Un segno chiaro è costituito dalla tante situazioni di affitto di parti dei capannoni ad altre attività: il proprietario ridimensiona la propria impresa, ma riesce ad incamerare almeno i soldi dalla locazione degli spazi.

Anche le attività garantite dal Consorzio sono a rischio. «Fra un poco dovremmo interromperle. Dovremo fare una scelta tra pagare gli stipendi e gestire l’area industriale», ha spiegato il direttore ai consiglieri comunali. E le spese per il personale arrivano a 712mila euro all’anno.

Ci sono poi i problemi legati alla sicurezza. Predda Niedda di notte, soprattutto nel fine settimana, diventa una pista da corsa. Gli automobilisti, tentati dai rettilinei deserti, pigiano sull’acceleratore e parecchie volte provocano incidenti stradali. O, come minimo, abbattono cartelli o pali dell’illuminazione. E poi si dileguano. Tutto è ripristinato a spese del Consorzio. Va detto che però sono frequenti i casi in cui gli stessi artigiani o commercianti intervengono a ripristinare l’asfalto o addirittura a realizzare direttamente le rotatorie. «Abbiamo quasi una comunità. C’è un clima positivo di collaborazione tra consorzio e imprenditori», ha detto ancora Scognamillo.

«Oggi abbiamo analizzato la situazione», è il commento del presidente della Commissione Finanze del Consiglio comunale, Salvatore Sanna. «È importante che si avvii un dialogo tra Zir, Comune, Regione ed anche Abbanoa, che ha un credito di ben 11 milioni di euro. Ci sono norme da rivedere e occorre intervenire al più presto. Nel frattempo il Consorzio rimane in liquidazione ma la situazione è davvero precaria». (lufo)

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