Nicola Sanna, un bilancio dei primi sei mesi di mandato
In occasione della conferenza stampa di fine anno tanti i temi richiamati dal sindaco di Sassari e dagli assessori. «Sono davvero soddisfatto del lavoro fatto». Il nodo assetti in Giunta

Sassari. «È una squadra che ha funzionato bene. Sono davvero soddisfatto del lavoro fatto e anche del clima instaurato in Giunta e nei confronti del Consiglio comunale». Il sindaco di Sassari Nicola Sanna traccia un bilancio di sei mesi di attività amministrativa e lo fa in occasione dell’incontro di fine anno a Palazzo Ducale con la stampa, alla presenza degli assessori. Tanti i problemi affrontati e risolti in questo primo scorcio di mandato. Con una consapevolezza: la crisi economica c’è ancora e va affrontata con decisione. Ma i fondi a disposizione sono sempre meno. «Se prima riuscivamo a dare a chi si trovava in difficoltà un sussidio che raggiungeva anche 300 euro, adesso dobbiamo limitarci a 100 euro, il tanto di pagare una bolletta. E purtroppo le situazioni di disagio in città sono tante», dice Nicola Sanna. Difficile programmare spese e investimenti se non si hanno dei punti di riferimento. Nel 2015 il bilancio di previsione dovrà essere chiuso al 31 marzo. «Non c’è però ancora la Legge di Stabilità statale, manca la Legge Finanziaria regionale. Insomma, non sappiamo ancora su quali risorse potremo contare. Una prima bozza del bilancio la proporremo entro gennaio al Consiglio. Ci sarà un confronto con la città, sarà un bilancio partecipativo», spiega il sindaco. «Con il bilancio di previsione definito avremo un quadro chiaro: sarà di assoluto equilibrio, senza sprechi».

«Quest’anno abbiamo fatto tanto. Ci aspetta un 2015 con un impegno ancora più intenso. Abbiamo lavorato anche per ritagliarci un ruolo diverso nel panorama politico regionale. Per gennaio – spiega il primo cittadino sassarese – promuoveremo un incontro tra tutti i sindaci del nord Sardegna con l’obiettivo di fare acquisire alla parte settentrionale della nostra isola una veste anche istituzionale nella fase di definizione dei nuovi assetti degli organi di decentramento regionale. La città metropolitana di Cagliari assumerà un ruolo di provincia. Anche per Sassari e tutto il nord Sardegna si pone l’esigenza di avere un’organizzazione decentrata pari a quella di Cagliari, non tanto però come vera e propria città metropolitana ma come bacino di interesse relativamente a settori quali sanità, ambiente e trasporti locali. Se si deve fare un termovalorizzatore non credo che la decisione debba essere presa a Cagliari senza sentire i comuni interessati. E a loro volta i comuni non possono prendere decisioni da soli. Non c’è comunque nessun antagonismo tra Capo di Sopra e Capo di Sotto: il punto è solo avere pari dignità». Nelle prossime settimane entrerà nel vivo il dibattito sulla nuova organizzazione degli enti locali in Sardegna. Tra marzo ed aprile giungeranno a termine i mandati delle vecchie Amministrazioni provinciali. «Si tornerà alle quattro province storiche, tre di rilevanza costituzionale, più Oristano, istituita con legge ordinaria del Parlamento. Il disegno di legge approvato dalla Giunta sulla riforma degli enti locali penso che debba essere discusso con le comunità locali ed in particolare con i comuni. Occorre dare efficienza alle rappresentanze territoriali e semplificare al massimo. Ma allo stesso tempo non si deve fare troppa confusione dal punto di vista costituzionale: serve un ente intermedio tra comuni e Regione», sostiene Nicola Sanna.
Gennaio dovrebbe essere anche il mese in cui saranno definiti gli assetti di Giunta. Finora infatti ci si è mossi in un quadro provvisorio, almeno sulla carta. «Il Pd era in piena fase congressuale. Adesso però gli organismi ci sono, dal segretario regionale ai segretari provinciale e cittadino. Questo “aggiustamento” sarà quindi definito al più presto possibile», annuncia il sindaco. Ma ci saranno cambiamenti tra gli assessori? E chi dovrà lasciare? Nicola Sanna stavolta non fa nomi. «All’indomani del risultato elettorale di maggio – ricorda – ho detto che sono dieci i ruoli importanti, tra Giunta, con nove assessori, e la presidenza del Consiglio comunale. Ed ho proposto uno schema a tutti i partiti della coalizione: cinque spettano al partito di maggioranza relativa e altre cinque posizioni ai partiti minori. I numeri sono quelli». Nessuna novità insomma per il momento. «Penso che l’opinione del sindaco non possa essere trascurata. Finora ho dovuto gestire responsabilità politiche che in tempi normali sono di un segretario, perché nel Pd non c’erano organi. Adesso però ci sono e sarà loro compito coniugare le esigenze, attendo fiducioso che facciano proposte. Stesso discorso per i partiti minori, sanno bene come la penso». I tempi insomma presto potrebbero essere maturi. «Credo comunque che questi mesi siano serviti a tutti per conoscersi meglio e anche per capire quale ruolo ciascuno di noi deve assolvere. Il ruolo del sindaco è assumere decisioni, in un quadro anche contradditorio, perché a lui spetta fare sintesi. In questo c’è la solitudine di chi sta al vertice dell’Amministrazione. In coscienza mi sento tranquillo». (lufo)
[in serata seguiranno altri articoli su Ztl, povertà a Sassari, politiche abitative e spettacolo di Capodanno]






