Lirio Abbate: ‘La cultura della legalità prima di tutto’

Al giornalista dell’Espresso, autore di importanti libri ed inchieste sulla mafia siciliana e su “mafia capitale”, il Premio Pino Careddu

 

 

LirioAbbate01Sassari. Il redattore capo dell’Espresso Lirio Abbate ha ritirato venerdì il Premio Pino Careddu, riconoscimento istituito nel 2009 alla memoria del giornalista fondatore di Sassari Sera. Una sobria serata al Teatro Civico Palazzo di Città presentata dal giornalista Gibi Puggioni e che ha visto la partecipazione degli studenti dei Licei Azuni e Canopoleno.

«Premi come questo vanno a ricordare l’impegno ed il sacrificio di colleghi di provincia. Sassari Sera, da quello che ho letto, era un punto di riferimento, Pino Careddu, il suo animatore, un “giustiziere dell’informazione”», ha detto Lirio Abbate, siciliano, 45 anni.

LirioAbbate05È stato invece Gibi Puggioni, che nacque professionalmente a Sassari Sera, a ripercorrere le tappe del Premio Pino Careddu ma anche della Fondazione Sassari Sera che lo organizza. Dallo scorso ottobre il presidente è lo stesso Puggioni, che ha ringraziato il suo predecessore Marco Tarantola. Il Premio è nato nel 2009, mentre la Fondazione nel 2012. La scorsa estate ha visto il completamento della digitalizzazione di tutte le annate di Sassari Sera, dal 1960 al gennaio 2008, con l’ultimo numero, chiuso in tipografia pochi giorni dopo la morte di Pino Careddu, che dal letto dell’ospedale aveva continuato a scrivere. «Non posso però evitare di ricordare in quali condizioni si trova oggi la professione giornalistica. Il 62 per cento dei colleghi sta in una situazione di precarietà, pagati, quando hanno una collaborazione con una testata, dieci euro lordi a pezzo. Uno sfruttamento del lavoro, che configurazione una situazione vicina alla schiavitù ed una condizione indegna di un paese civile e democratico», ha detto Puggioni. Il Premio Pino Careddu è stato consegnato a Lirio Abbate da Irene Crobu, studentessa del Liceo Azuni e che nei giorni scorsi ha ritirato a nome dell’istituto il prestigioso Premio Abbado dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e dall’insegnante Giovanna Dongu.

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Lirio Abbate

«I giovani colleghi di provincia sono i più coraggiosi. Raccontano la realtà anche rischiando denunce dal proprio vicino di casa. Per affrontare questo ci vuole molto coraggio e sono purtroppo sottopagati», ha detto Abbate. Come si scrive di un grande fatto di cronaca? «Beh, quando trovi una notizia, ci “inciampi” e ti rendi conto che è… una notizia. Quando ho visto Provenzano per la prima volta mi sembrava impossibile. Nessuno lo aveva mai trovato in 42 anni. Nel 2006 sono “inciampato” una mattina in quel luogo ed ho assistito all’arresto di Provenzano. Allora lavoravo per l’Ansa e potevo scrivere che lo Stato è forte. Questo dà grande coraggio anche per scrivere l’inchiesta sul “re di Roma” Carminati ed i suoi complici, di tutti gli schieramenti politici, la cui vicenda fa male a qualcuno ma ha fatto bene ai romani onesti. Nelle aule di giustizia rimbalzano gli attacchi che mi fanno mentre ritiro questo premio».

LirioAbbate03La legalità rimane il punto di partenza. «In particolare, occorre parlare di cultura della legalità, che prende forma in famiglia non solo a scuola. Dentro ognuno di noi c’è la mentalità del mafioso, di quello che vuole aggirare l’ostacolo con la raccomandazione. Le regole vanno invece osservate, anche quando si butta un pezzo di carta per la strada. Ne abbiamo discusso stamattina con gli studenti: è inutile parlare di legalità se poi si prende il fumo dal piccolo spacciatore o non si prende lo scontrino al bar», ha fatto presente Abbate, che da anni vive sotto scorta. «Non c’è solo la mafia siciliana. C’è anche quella di “mafia capitale”. Qualcuno voleva rifarmi i connotati. L’avvocato di Carminati sta facendo una crociata contro di me. Mi accusano che sono siciliano e vedo la mafia ovunque. Sostengono inoltre che non ho fatto il giornalista ma lo sbirro, fornendo informazioni agli inquirenti con i miei libri». Abbate è autore di una importante inchiesta giornalistica grazie alla quale sono venuti alla luce gli intrecci e le infiltrazioni fra associazioni mafiose e l’amministrazione comunale di Roma. La successiva inchiesta giudiziaria si è conclusa a dicembre con l’arresto di 37 persone.

Abbate arricchisce l’Albo d’Oro del Premio Pino Careddu, di cui fanno parte giornalisti come Milena Gabanelli (Report), Gian Antonio Stella e Luigi Offeddu (Corriere della Sera), Fabrizio Gatti (l’Espresso), Domenico Quirico (La Stampa), Pino Maniaci (Tele Jato) e Stefania Petix (Striscia La Notizia). (luca foddai)

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