Il Partito dei Sardi rinnova l’allarme: comuni ancora in crisi

Nelle casse delle amministrazioni sono presenti ingenti somme che però non possono essere spese perché bloccate dallo Stato italiano. Nota del coordinamento di Sassari

 

 

PdsPortoTorresIncontro7ottobre
Da sinistra Ottavio Sanna, Alessandro Pinna e il segretario nazionale Franciscu Sedda

Sassari. Il Partito dei Sardi, coordinamento territoriale di Sassari, denuncia lo stato di grave crisi finanziaria in cui si trovano tutti i comuni dell’area vasta del Nord Ovest della Sardegna, non diversamente dalle altre amministrazioni dell’Isola, a causa del patto di stabilità statale e dell’imposizione del bilancio armonizzato per le amministrazioni locali. Nelle casse dei comuni sardi – scrivono il coordinatore territoriale di Sassari e assessore Ottavio Sanna, il consigliere comunale di Sassari e capogruppo del PdS Gian Carlo Serra e il coordinatore territoriale di Porto Torres Alessandro Pinna – sono presenti ingenti somme percepite dai vari enti finanziatori che però non possono in alcun modo essere spese per le normative che impongono di accantonare quote significative di bilancio per pagare i debiti pregressi dello Stato italiano. Quei fondi servirebbero per risolvere situazioni di grave disagio in cui versano i comuni e i loro cittadini ma non possono essere utilizzati neppure davanti a vere emergenze.

GiancarloSerra
Gian Carlo Serra

Ad esempio – afferma il coordinatore territoriale del Partito e amministratore Ottavio Sanna – nella sola Sassari sono stanziati 3 milioni e 300 mila euro per i cantieri dell’edilizia residenziale pubblica e 2 milioni e 800 mila euro per le manutenzioni nelle scuole, ma le disponibilità di cassa attuali, sono al momento pari a zero, per i vincoli imposti dalla Stato italiano. Per quanto riguarda, ancora, gli istituti scolastici, si rischia che gli ingenti investimenti voluti dalla giunta del presidente sardo Francesco Pigliaru, non possano di fatto tradursi in opere per le comunità sarde. Si tratta di situazioni di grave emergenza, se si pensa alla cronica mancanza di alloggi popolari, o alle condizioni delle scuole cittadine delle quali almeno il 70 per cento richiede interventi di ristrutturazione e adeguamento normativo e che rischiano di non poter riaprire per il nuovo anno scolastico.

LogoPartitoSardi.jpgDavanti a tale grave situazione è necessario un impegno di tutta la classe politica sarda per uscire da condizioni economico-finanziarie di fatto simili a quelle della vicina Grecia. Occorre convocare al più presto un tavolo tecnico che riunisca i sindaci dei comuni dell’area vasta, l’Anci, l’Assessorato regionale alla Programmazione, i rappresentanti ministeriali, per trovare soluzioni ormai non più rinviabili.

La strada da percorrere potrebbe essere – in attesa della imminente costituzione di una agenzia sarda delle entrate e in linea con le scelte che stanno portando a tale storica svolta istituzionale – il ricorso alle regole statutarie della nostra autonomia regionale per consentire lo sblocco dei fondi trattenuti arbitrariamente dallo Stato italiano a danno dei comuni della nostra Isola, terra per la quale auspichiamo al più presto un futuro da Stato indipendente.

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