Asili nido comunali a Sassari, i sindacati si appellano ai consiglieri

FP CGIL e CISL FP chiedono un nuovo intervento a tutela dei bimbi, delle famiglie e delle lavoratrici. Esclusi nella fascia oraria 16.30/18 i bambini fino ai 18 mesi

 

AsiloNido.jpgSassari. Escludere dal servizio di asilo nido nelle strutture comunali, nella fascia oraria 16.30-18.00, i bambini fino ai 18 mesi è atto gravissimo e discriminatorio. È quanto rimarcano in una lettera al Consiglio comunale, e trasmessa per conoscenza al sindaco Nicola Sanna e all’assessora alle Politiche Educative Maria Francesca Fantato, i segretari FP CGIL e CISL FP Paolo Dettori e Armando Ruzzetto. Ecco il testo.

Chiarissimo Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Sassari, Chiarissimi Capigruppo e Consiglieri Comunali, vi scriviamo la presente in merito alla delibera di Giunta n° 123 del 2015 e ai suoi contenuti.

Preliminarmente ci preme affermare che la stessa viola ogni più elementare principio giuridico prevaricando oltremodo competenze e atti che non sono né del Sindaco né della Giunta; sul punto non ci dilunghiamo oltre per non entrare, anche noi, in campi che non sono di stretta competenza sindacale e per non commettere gli stessi errori che stiamo qui criticando.

Nel merito, i contenuti della citata deliberazione ci appaiono oltremodo perniciosi e capziosi, generatori di discriminazioni tra famiglie e adatti a dirottare i genitori verso il sistema privato, danneggiando irrimediabilmente il sistema pubblico che a Sassari, lo ribadiamo, è uno dei fiori all’occhiello dell’Amministrazione Comunale. Infatti escludere dal servizio 7.30/18.00, nella fascia oraria 16.30/18.00, i bambini fino ai 18 mesi è atto gravissimo e discriminatorio, che invita le famiglie ad andare verso sistemi che garantiscono tale servizio; altrettanto è limitare il numero dei posti a 8 per il servizio sopra citato e a 13 per il sabato, 8 posti nella sezione grandi e 5 posti nella sezione piccoli. Inoltre è da chiedersi quali saranno i criteri di accesso e di scelta che non sono in alcun modo specificati e che, di sicuro, genereranno altra grave disparità di trattamento. Il tutto pare per risparmiare sul costo teorico dell’appalto, in conto costo del lavoro, ulteriormente circa 120 mila euro e dirottando di fatto, tutte le famiglie con la specifica esigenza di cui sopra, sul sistema privato. Altra conseguenza sarà la perdita di molti posti di lavoro che, a quello che possiamo vedere in questo momento, saranno almeno 15.

Certi della vostra sensibilità e nel ringraziarvi ancora per quanto fatto Vi chiediamo di intervenire nuovamente a tutela dei bimbi, delle famiglie e delle lavoratrici.

I Segretari FP CGIL e CISL FP

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